Una giornata un po’ diversa dalle sue giornate “tipo” di Chance il giardiniere, protagonista dello stranissimo e tenerissimo film di Hal Ashby “Oltre il giardino” (USA/Giappone/UK, 1979), con una delle più belle interpretazioni di Peter Sellers.

Lo sfogo dell’anchormen telepredicatore sulla finzione televisiva nello splendido “Quinto potere” di Sidney Lumet (USA, 1976)

Qualcosa di terribile è accaduto in quella stanza: ma cosa?
Il ruolo degli indizi inquietanti nella costruzione della tensione in “Shining” (Stanley Kubrik, USA/UK, 1980).

Una scena famosa del film “Essi vivono” di John Carpenter (USA, 1988): il protagonista, indossando gli occhiali, scopre il complotto globale degli alieni e l’uso dei media come strumento di dominio.

Immagini tratte dalla campagna  del repubblicano  Wendell Wilkie, durante le presidenziali americane del 1940 che lo videro in contrapposizione con Franklin D. Roosevelt.

Campagna politica fra le più famose nella storia della communication research, dato che ispirò la ricerca di Lazarsfeld, Berelson, Gaudet “The People Choice”, che avrebbe messo a punto la celebre teoria del flusso di comunicazione a due fasi, mostrando la centralità delle relazioni sociali e il ruolo degli opinion leader nel processo di persuasione innescato dai media

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Il più famoso esempio di Hollywood al servizio della propaganda interna statunitense:  i primi minuti di “Prelude to War”, il primo film del ciclo di lungometraggi di propaganda “Why We Fight” (prodotti tra il 1942 e1945) diretti e montati da Frank Capra.

I primi minuti della puntata del Mercury Theatre del 30 ottobre 1938, durante il quale il radiodramma guidato dall’abile regìa di Orson Welles - gettò nel panico circa un milione di radioascoltatori.

Questa trasmissione è stata così celebre da ispirare il ricercatore Hadley Cantril a effettuare una ricerca sugli effetti delle paure incontrollate veicolate dai media: la sociologia de panico.